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28 giugno - CORSO ECM - Dalla Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) alla misura della disabilità (WHODAS 2.0)

Data News: 
Sabato, 28 Giugno, 2025

 

CORSO ECM ORGANIZZATO DA AITO E CDA TERAPISTI OCCUPAZIONALI MODENA REGGIO - IN ALLEGATO PROGRAMMA E MODALITA' DI ISCRIZIONE

DOCENTE: STEFANO FEDERICI

per iscriversi:: https://forms.gle/CXnxjtBTXbYmeksx9 istps://forms.gle/CXnxjtBTXbYmeks

PERCHE' UN CORSO ICF PER TERAPISTI OCCUPAZIONALI?

È un valore aggiunto per la Terapia Occupazionale

  1. Conformità. Il corso abilita i TO a redigere uno dei documenti ICF richiesti dal d.lgs 62/2024.
  2. Interdisciplinarità. La competenza ICF consente dialogo immediato con medici, psicologi, insegnanti di sostegno e consulenti del lavoro.
  3. Documentazione digitale. L’ICF è già integrato nei sistemi INPS e nelle piattaforme PEI online; conoscere codici e qualificatori evita non-conformità e contenziosi.
  4. Ricerca e benchmarking. Gli assessment e gli interventi TO linkati all’ICF producono dati confrontabili a livello nazionale e internazionale, soddisfacendo i requisiti di audit clinico.

 

La Terapia Occupazionale (TO), sin dalle sue origini, si è basata su modelli teorici focalizzati sull’occupazione, la partecipazione e il contesto ambientale della persona. Parallelamente, l’International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) – in italiano Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute – è emersa nei primi anni 2000 come quadro di riferimento globale per descrivere la salute e la disabilità in ottica bio-psico-sociale. L’ICF, adottata ufficialmente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, fornisce un linguaggio standard per classificare il funzionamento delle persone, tenendo conto non solo delle condizioni di salute ma anche delle attività, della partecipazione e dei fattori ambientali. Questo approccio riconosce che il funzionamento di un individuo avviene in un contesto, includendo quindi elementi ambientali e personali nella valutazione.

Negli ultimi decenni si è osservato un progressivo avvicinamento tra i modelli propri della Terapia Occupazionale e la struttura concettuale dell’ICF, in risposta alla necessità di una maggiore coerenza e standardizzazione nel descrivere gli esiti funzionali. In altri termini, i concetti chiave elaborati nei modelli di TO hanno trovato corrispondenze nell’ICF, e viceversa, portando a una convergenza teorico-pratica. Questo articolo analizza l’evoluzione di tale convergenza, focalizzandosi su tre modelli di TO ampiamente diffusi – il Canadian Model of Occupational Performance and Engagement (CMOP-E), il Model of Human Occupation (MOHO) e il Person–Environment–Occupation–Performance model (PEOP) – in rapporto con la cornice ICF. Inoltre, verranno presentati esempi concreti di strumenti valutativi occupazionali (come la Canadian Occupational Performance Measure – COPM e l’Assessment of Motor and Process Skills – AMPS) mappati sui codici ICF, con riferimento alle evidenze scientifiche disponibili. Infine, si discuteranno un caso applicativo significativo emerso dalla letteratura e le recenti implicazioni normative, incluse le politiche italiane (es. D.Lgs. 62/2024) e internazionali, che rendono cruciale questa integrazione teorico-pratica.

La crescente integrazione tra modelli di TO e ICF è rispecchiata e promossa anche da recenti sviluppi normativi e di policy, sia a livello nazionale che internazionale. Tali sviluppi riconoscono il valore di un modello bio-psico-sociale della disabilità e richiedono l’adozione di strumenti come l’ICF nei processi valutativi e di presa in carico, confermando la necessità di un allineamento teorico-metodologico in ambito riabilitativo.

In Italia, un passo fondamentale in questa direzione è rappresentato dal Decreto Legislativo 3 maggio 2024, n. 62, attuativo della Legge Delega sulla disabilità (L. 227/2021). Questo decreto ha introdotto una nuova definizione di disabilità e ha riformato le procedure di accertamento e di progettazione degli interventi per le persone con disabilità, adottando esplicitamente l’ICF come riferimento. In particolare, l’art. 4 del d.lgs. 62/2024 stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2025 sarà utilizzata l’ICF ai fini della valutazione di base dello stato di disabilità. Ciò significa che la valutazione multidimensionale della persona con disabilità dovrà essere effettuata secondo le indicazioni dell’ICF, abbandonando il linguaggio medico-descrittivo tradizionale in favore di termini come funzionamento, capacità, performance, barriere e facilitatori. Di conseguenza, cambieranno sia le definizioni che i criteri di accertamento: la persona con disabilità non verrà più definita in base a percentuali di invalidità o terminologie di “handicap”, ma attraverso un profilo di funzionamento ICF, che identifichi le sue capacità residue e i sostegni necessari nei vari domini di vita. (CONTINA NEL DOCUMENTO ALLEGATO)

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