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Ferrara, 31 marzo - Il rischio in Neurologia

Data News: 
Venerdì, 31 Marzo, 2017

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Come è cambiato il rischio in Neurologia e come viene affrontato nella pratica clinica sono gli argomenti di questa giornata di riflessione: un necessario approfondimento

per i neurologi sul tema della gestione dei rischi nelle malattie acute e croniche.

Oggi i professionisti assistono a un progressivo incremento di malattie neurologiche curabili con opzioni terapeutiche sempre più efficaci ma che allo steso tempo

espongono a rischi nuovi e diversificati. Le profonde trasformazioni organizzative e le innovazioni terapeutiche hanno avuto importanti ripercussioni nella pratica clinica,

oggi non più rappresentata da singoli atti di professionisti ma da processi diagnostico-terapeutici che richiedono tecnologie avanzate e competenze multidisciplinari.

Tale contesto ha  favorito lo sviluppo di competenze professionali in grado di rispondere a problemi clinici sempre più complessi, capaci di migliorare la qualità dei processi

diagnostici e degli interventi terapeutici come mai era successo prima in Neurologia.

Non è perciò un caso che nelle aziende sanitarie si sia affermata, come obiettivo prioritario, la maggiore efficienza organizzativa, con personale formato e competente,

spazi operativo-strutturali e procedure adeguati alla rilevazione, gestione e riduzione del rischio. Di pari passo gli operatori sanitari hanno sviluppato una maggiore

consapevolezza della rilevanza dell’organizzazione per la corretta gestione del rischio.

Tutto ciò si è accompagnato ad una profonda modificazione del rapporto medico-paziente in ragione di molteplici  fattori che intervengono quando, ad esempio, si

debbano prendere importanti decisioni terapeutiche cercando di individuare l’equilibrio ottimale tra efficacia e sicurezza.

Sono oggi tema di dibattito la percezione del paziente e l’ accettabilità, le modalità di comunicazione e la rappresentazione del rischio, i valori etici, componente

imprescindibile nella valutazione del rischio. Ma come decidono i neurologi e i pazienti quando si tratta di scegliere opzioni di trattamento più efficaci ma che espongono a

maggiori rischi?

 

 

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