Il Terapista occupazionale è competente nell’analizzare e valutare le occupazioni, i contesti, gli schemi di prestazione, le abitudini, le routine, i ruoli, le abilità sensoriali, motorie, cognitive, sociali e processuali, le caratteristiche personali, i valori, le convinzioni, la spiritualità, le funzioni e le strutture corporee. Questi elementi sono considerati dinamicamente, con uguale peso, rispetto alla identità occupazionale, alla salute, al benessere e alla partecipazione alla vita desiderata dalla persona.
(Competenze - art. 51, Codice deontologico Terapisti occupazionali)
Il Terapista occupazionale, secondo le proprie possibilità e per quanto di propria competenza, si adopera per una società che riconosca i diritti di ognuno alla partecipazione alle occupazioni desiderate, necessarie o attese. (Obiettivi - Art 52, codice deontologico Terapisti Occupazionali, 2025)
Nel cuore della cura c’è l’ascolto, e nell’ascolto c’è il riconoscimento dell’unicità di ogni persona. Uomini, donne e persone non binarie possono avere bisogni di salute differenti, non solo sul piano biologico, ma anche per il modo in cui vivono, percepiscono e raccontano la propria salute. Non si tratta di dividere, ma di includere, si tratta del diritto di essere se stessi. L’identità, l’espressione del genere, l’orientamento affettivo, i ruoli sociali e culturali che ci attraversano, tutto questo ha un impatto diretto sul nostro benessere. E quando la cura riconosce e accoglie chi siamo, diventa essa stessa terapeutica. Essere visti, riconosciuti, non ridotti a stereotipi o protocolli standardizzati, ma accolti come individui complessi: è questo che trasforma la medicina in cura autentica. Essere se stessi non è solo un diritto: è una risorsa di salute. È nella libertà di vivere la propria identità che si costruisce anche una medicina più giusta, più efficace, più umana. Perché non può esserci salute senza rispetto.
In allegato, delle immagini che possono essere stampate per rendere l'ambiente terapeutico più accogliente.