Quando curare diventa resistere: per Omar, per Gaza
Abbiamo appreso, in queste ore, della morte di un collega operativo nella striscia di Gaza con Medici senza Frontiere. Omar Hayek, aveva 42 anni, ed era stato gravemente ferito insieme ad altri quattro colleghi mentre aspettava l’autobus per recarsi al lavoro nell’ospedale da campo al centro della Striscia. Come i colleghi, stava indossando la pettorina che lo identificava come membro dello staff di MsF.
Il nostro lavoro, come terapisti occupazionali, è rendere le persone in grado di fare ciò che hanno necessità, desiderano o ci si aspetta che facciano nella loro quotidianità, migliorando la partecipazione e la qualità di vita delle persone con deprivazione occupazionale. Questo mandato, che suona così altisonante e importante – come in effetti è – nasconde moltissime fatiche per noi terapisti. Le persone si scontrano con le loro imperfezioni, con i loro fallimenti, con il loro non riuscire a fare come tutti gli altri fanno. Il nostro lavoro è accogliere queste fragilità, supportarli mentre sperimentano il fallimento, e da lì ripartire, accompagnandoli nel comprendere che può esserci un altro modo per fare ciò che dobbiamo fare. A volte questo modo è meno elegante, più articolato, lento, mette a nudo le differenze. Non sempre si raggiunge l’obiettivo sperato, talvolta è necessario prevedere l’utilizzo di ausili, l’adattamento dell’ambiente e dell’attività.
È complesso accettarlo.
Ma noi stiamo sempre lì.
Aspettiamo, proponiamo, è un continuo equilibrio tra la persona, l’ambiente e l’occupazione.
Spesso accompagniamo le persone verso un cambiamento inevitabile della quotidianità, della persona stessa e di tutta la famiglia.
Altre volte siamo impotenti al cambiamento e la giornata di lavoro diventa estremamente frustrante.
Come promotori dell’autonomia ci siamo chiesti come fosse la giornata lavorativa di Omar in un ospedale da campo. Quali obiettivi aveva condiviso con le persone che aiutava sotto assedio?
Quali sono gli obiettivi di autonomia quando i beni essenziali non sono garantiti, quando manca cibo, acqua, la sicurezza di ritrovare la tua casa e tutta la tua famiglia quando uscirai dall’ospedale? Quante carrozzine, quanto materiale avrà avuto a disposizione per supportare l’autonomia agli spostamenti per i suoi pazienti? E in quali condizioni? Quali strumenti avrà avuto a disposizione per sentirsi efficace, per sperimentare successo nel suo lavoro? Quali pensieri avranno attraversato la sua mente aspettando l’autobus quella mattina?
Il nostro è un lavoro fatto di pazienza e di piccoli gesti che si coltivano nel tempo. Sono piccoli semi che si piantano e maturano lentamente. Serve grande fiducia nella professione e nel prossimo per annaffiarli ogni giorno. Omar lavorava per MsF nella Striscia dal 2018. Deve aver coltivato molte piante nel suo percorso e aiutato molte persone in condizioni estremamente complesse che per noi, che viviamo nel lato “comodo” del mondo, non sono nemmeno immaginabili.
Portiamo con noi il suo esempio, la sua costanza e l’impegno, ricordiamoci che per cambiare la traiettoria della vita delle persone che aiutiamo, bastano piccoli spazi di azione, di autonomia. Sono quelli che costruiscono la nostra identità e possono renderci persone migliori, per costruire un mondo, speriamo, in cui non dovremmo più vedere ciò che stiamo vedendo in questi giorni.
Ci uniamo al cordoglio della famiglia, degli amici e del personale sanitario di MsF, ricordando che la Federazione mondiale dei terapisti occupazionali (WFOT, 2022) condanna tutte le azioni che infrangono il diritto delle persone e delle comunità che impediscano di vivere vite significative e impegnate, in sicurezza e pace.
Come associazione tecnico scientifica aderiamo alla call internazionale Stop the Silence: Call on academic and professional associations to publicly recognise the genocide in Gaza. Riconosciamo l’attuale genocidio che Israele sta perpetrando verso il popolo palestinese e chiediamo:
- Di Modificare le dichiarazioni ufficiali esistenti su Gaza per riflettere l'intera portata, gravità e responsabilità della crisi
- Un intervento internazionale immediato, inclusi un cessate il fuoco permanente, accesso umanitario illimitato e responsabilità legale per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio
- Di difendere la libertà accademica di chi ricerca, insegna e si impegna per la Palestina
- Di fornire supporto diretto a studiosi, studenti e operatori sanitari sfollati e presi di mira
- Di finanziare e promuovere la ricerca sulle conseguenze sanitarie pubbliche, psicologiche, mediche, sociopolitiche ed economiche del genocidio a Gaza
ALLEGATO Updated Public Statement WFOT The Protection of Occupational Therapists and Access to Humanitarian Aid