In occasione della Giornata mondiale delle malattie reumatiche, che si celebra il 12 ottobre, AITO richiama l’attenzione sull’impatto che le malattie reumatiche possono avere sulla vita quotidiana, sulla partecipazione e sulla possibilità di continuare a svolgere le attività e i ruoli significativi per la persona.
Tra queste condizioni, la sclerosi sistemica rappresenta una patologia complessa, il cui impatto non riguarda esclusivamente gli aspetti clinici e organici, ma può tradursi in importanti limitazioni funzionali e occupazionali. In particolare, il coinvolgimento della mano – che interessa fino al 90% delle persone con sclerosi sistemica – può compromettere forza, destrezza e movimento, con ripercussioni sulle attività quotidiane, sul lavoro e sulla partecipazione sociale. È in questo contesto che AITO – Associazione Italiana di Terapia Occupazionale presenta il documento “Terapia occupazionale e sclerosi sistemica: evidenze e ambiti di intervento”, realizzato con l’obiettivo di mettere a disposizione un quadro aggiornato del contributo della Terapia Occupazionale nella presa in carico della persona con sclerosi sistemica.
Il documento sottolinea come il Terapista Occupazionale possa contribuire a preservare, recuperare e compensare la funzione nelle attività significative, sostenendo la persona nel mantenimento del massimo livello possibile di autonomia e partecipazione. L’intervento si fonda su un approccio centrato sulla persona, nel quale obiettivi e priorità vengono definiti insieme alla persona e, quando appropriato, ai caregiver. La Terapia Occupazionale nella sclerosi sistemica non si limita alla riabilitazione della funzione compromessa, ma considera l’interazione tra persona, attività e ambiente. La valutazione prende quindi in considerazione sintomi quali dolore e fatigue, la funzione della mano, le attività quotidiane e significative, la partecipazione, gli aspetti psicosociali e le capacità di autogestione della malattia. Strumenti propri della Terapia Occupazionale, come la COPM e l'OPHI-II, possono contribuire a individuare le priorità della persona e a definire obiettivi individualizzati.
Gli interventi possono comprendere programmi di self-management, strategie di conservazione dell’energia e gestione del dolore, riabilitazione della mano, esercizio e training funzionale, ortesi, adattamenti ambientali, ergonomia, ausili e tecnologie assistive. Particolare attenzione viene inoltre dedicata alla partecipazione lavorativa, alla sessualità e alla costruzione di una rete di supporto che coinvolga équipe, caregiver, servizi territoriali e associazioni di pazienti. La partecipazione lavorativa costituisce infatti un importante elemento di identità, autonomia e benessere. Il Terapista Occupazionale può intervenire attraverso la valutazione delle richieste lavorative, l’adattamento delle mansioni e dell’ambiente, le strategie per la gestione dei sintomi e il supporto al mantenimento o al reinserimento lavorativo.
Con questo documento AITO intende contribuire a una maggiore conoscenza del ruolo della Terapia Occupazionale all’interno dei percorsi dedicati alle persone con sclerosi sistemica, valorizzando un approccio che guarda non soltanto alla malattia, ma alla persona nella sua quotidianità, nelle sue occupazioni, nei suoi ruoli e nei suoi contesti di vita.
Il documento di posizionamento è disponibile per la consultazione e rappresenta un ulteriore strumento di approfondimento per professionisti, persone con sclerosi sistemica, caregiver e associazioni.
Il 21 ottobre, un webinar dedicato alla sclerosi sistemica
Il tema sarà ulteriormente approfondito da AITO mercoledì 21 ottobre, con un webinar dedicato alla sclerosi sistemica e al ruolo della Terapia Occupazionale, organizzato proprio in occasione della Giornata delle malattie reumatiche.
Link webinar: https://us02web.zoom.us/meeting/register/cHtwV643RtStYgVYGGsx5w
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