il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale dell’Alzheimer.
Per questa occasione, la socia Gabriella Casu ha realizzato uno strumento utile alle persone interessate, un “Passaporto per famiglie con demenza”, che prende spunto dal Passaporto di CAA (Comunicazione aumentativa alternativa), distribuito grazie alla collaborazione con AITO – Associazione italiana terapisti occupazionali e con l’Associazione Alzheimer Italia, sezione di Cagliari
E’ ormai risaputo che spesso i disturbi comportamentali sono causati da difetti nella comunicazione. Da qui l’idea di adattare lo strumento CAA in un campo diverso, poco sfruttato, mantenendone l’obiettivo principe.
Lo strumento mira a essere un valido alleato in tutte le occasioni in cui l’assistito incontra persone o situazioni nuove, come può essere il cambio di badante, l’ingresso in un centro diurno, o altro esempio, la visita di/a una vicina di casa.
Il «passaporto per comunicare» è uno strumento efficace per i bambini, i giovani e gli adulti che non sono in grado di parlare autonomamente e/o di farsi capire al di fuori dell’ambiente familiare. È un supporto dinamico ed in continua revisione, inoltre allena ad osservare: allarga il campo di osservazione, richiede maggiore profondità ed attenzione e la capacità di mettersi nella posizione del punto di vista altrui. Il valore di questo strumento sta nel processo e non solo nel prodotto, in quanto stimola la collaborazione e l’interazione. (AUTISMO e disturbi dello sviluppo Vol. 6, n. 2, maggio 2008, pag108)
Come la versione madre, il “Passaporto” ha lo scopo di fornire informazioni rapide, pratiche, utili per l’utente, la famiglia, gli operatori, in una forma completamente personalizzata. E’ uno strumento di lavoro veloce e funzionale, continuamente in aggiornamento. Contiene informazioni sullo svolgimento delle attività di vita quotidiana, come l’alimentazione o l’igiene persona, ma anche esempi di sequenze causa – effetto (se succede questo, allora…). Serve per informare su tutte le opportunità e potenzialità, sulle modalità per interagire, cosa provoca quel determinato comportamento e cosa fare in quella determinata occasione, per prevenire le disfunzionalità e i problemi e soprattutto, per favorire la partecipazione della persona e la sua interazione con l'ambiente.
L’indice iniziale permette di scegliere quale argomento leggere in caso di necessità mirata, il modello personalizzabile di inserire foto, sezioni e colori a scelta e di essere facilmente trasportabile. Si può, ad esempio, scegliere un formato tascabile e plastificarlo, o lasciare una copia in un posto visibile o creare una versione da inviare tramite chat.
Si allega pertanto la descrizione dello strumento, una versione compilata e una come spunto, modificabile, nella quale inserire le informazioni che si ritengono necessarie per migliorare la qualità di vita della persona, della famiglia e la presa in carico.
La diagnosi di demenza, nelle varie forme esistenti, coinvolge tutta la famiglia e spesso è considerata come una condanna sin da subito. La rete di associazioni e una presa in carico professionale adeguata, da parte di un team che include il terapista occupazionale, permette di mantenere più a lungo le autonomie, ritardare alcune conseguenze della condizione e migliorare la relazione in famiglia.
Per maggiori informazioni sul ruolo del terapista occupazionale, un video a cura della Dott.ssa Giulia Mancini https://www.youtube.com/watch?v=HGYkwcxEj80