Roma, 22/23 Ottobre 2015
Sede: Facoltà di Medicina e Psicologia, Università La Sapienza (Via dei Marsi, 78)
Tipologia: Corso di formazione ECM
Ore Formative:
16.50Crediti ECM:
16Accreditato per:
- Medico Chirurgo - Discipline: Medicina Fisica e Riabilitativa; Neurologia; Neurofisiopatologia
- Fisioterapista
- Logopedista
- Psicologo (Psicoterapia, Psicologia)
- Terapista Occupazionale
N° posti disponibili: 50
Iscrizione: €50,00 per i soci SIRN - €100,00 per i NON soci SIRN -
Iscrizioni Specializzandi: Solo iscrizione al corso €50,00 - Iscrizione al corso + quota associativa SIRN 2015 €60,00
Per iscriversi: compilare ed inviare il modulo iscrizione a
scuolasirn@aristea.com La richiesta di iscrizione deve essere validata dalla Segreteria SIRN.
Lingua: Italiano
Periodo di svolgimento:
22/23 Ottobre 2015
Responsabile Scientifico del Corso:
Mauro Mancuso, U.O.S. Riabilitazione neurologica Az. USL 9 - GR
Razionale:
Nella fase acuta i pazienti colpiti da ictus che hanno neglect presentano un outcome funzionale peggiore rispetto ai pazienti con ictus senza eminattenzione (Nijoboer, 2013), inoltre questa sindrome è risultata essere il peggior fattore prognostico per il recupero funzionale anche più di altri disturbi cognitivi, come ad esempio l’afasia (Paolucci, 1996; Appelros, 2003; Jehkonen, 2000).
I pazienti con neglect presentano generalmente un periodo di degenza più lungo ed anche un maggiore rischio clinico durante il periodo di degenza ospedaliera che si concretizza con il rischio di cadute, con un prolungato allettamento ed un tardivo recupero del controllo del tronco e quindi della verticalizzazione.
Ad oggi sono disponibili molti metodi per la riabilitazione dell’eminattenzione (Barret, 2006; Làdavas, 2012). Tra le metodologie più utilizzate emergono il trattamento visuo-esplorativo e quello con lenti prismatiche. Il primo, descritto da Pizzamiglio, consiste nello scanning visuo-spaziale, lettura, descrizione delle figure e la copia di immagini, articolata su vari gradi di difficoltà, con l'obiettivo di incrementare la capacità del paziente di orientare la sua capacità attentiva verso il lato negletto, fino all’automatizzazione di questo meccanismo ( Pizzamiglio, 1992; Pizzamiglio, 2006 ). Il secondo è stato descritto da Rossetti nel 1998 e sperimentato in Italia nel 2002 da Ladavas e Frassinetti e consiste nel chiedere al paziente di compiere degli esercizi di puntamento verso un target visivo con l'arto superiore destro mentre si indossano le lenti prismatiche, che producono ad una deviazione di 20 diottrie. (Rossetti, 1998; Frassinetti, 2002).
OBIETTIVI FORMATIVI:
Approfondire le modalità di valutazione e diagnosi del neglect ma sopratutto quello di fornire agli operatori le informazioni necessarie per la corretta applicazione dei due metodi riabilitativi che hanno avuto maggiore evidenza di efficacia dalla revisione proposta alla Consensus Conference di Riabilitazione Neuropsicologica di Siena del 2010 (lenti prismatiche e metodo visuo-esplorativo).